Franceschino degli Albizzi

Franceschino degli Albizzi

La Vita

Nato a Firenze prima metà del XIV secolo fu un poeta fiorentino del Trecento della famiglia degli Albizzi.

Fu parente e amico di francesco petrarca, che lo nominò nelle Familiares. Scrisse rime di forma un po' arcaica rispetto alle novità sia del Petrarca, orientate su un più scolastico dolce stil novo.

Figlio del capitano Taddeo degli Albrizzi, Franceschino è autore di un gruppo di componimenti che furono inclusi nella cosiddetta Raccolta Aragonese, cioè l'antologia della poesia volgare dei secoli XIII, XIV e XV, donata nel 1476 da Lorenzo de' Medici a Federico d'Aragona. Le rime di Franceschino sono tràdite da un gruppo di antichi manoscritti risalenti alla Raccolta, tra i quali il Laurenziano XC inf. 37, il Palatino 204 e il Parigino italiano 554 (oltre che dal codice Laurenziano XL 46, dal Marciano it. IX 192, dai Bolognesi 158 della Biblioteca Universitaria e B 3467 della Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio e dal ms. L V. 47 [colloc. 4/ 175] della Biblioteca Civica "Angelo Mai" di Bergamo). Petrarca, che era legato a Franceschino da un lontano vincolo di parentela, lo conobbe nel 1345 e ne pianse la morte di peste, avvenuta a Savona mentre il giovane era in viaggio per raggiungerlo a Parma, nelle Fam. VII 11; 12 e 18, 5. Citato nel sonetto in morte di Sennuccio del Bene (RVF 287), Franceschino compare, in coppia con lo stesso Sennuccio, in TC IV 37 "Sennuccio e Franceschin che fur sì humani".

Morì di peste nera a Savona nel 1358. Pure suo figlio Riccardo fu poeta il cui stile fu più aggiornato rispetto al petrarchismo di metà del Trecento.

 

Le Opere

Scrisse rime di forma un po' arcaica rispetto alle novità sia del Petrarca, orientate su un più scolastico dolce stil novo. Contenute nella Raccolta Aragonese (pagg. 368-370).


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