Compiuta Donzella

Cielo D'Alcamo

Resta un enigma storico Compiuta Donzella, il nome, o lo pseudonimo, sotto cui si cela una rimatrice fiorentina del Duecento, probabilmente la prima donna che compose poesia d’arte in volgare italiano, della quale ci sono pervenuti solo tre sonetti di gusto trobadorico e giullaresco, due dei quali di una perfezione formale molto vicina a quella del Petrarca.
Per mancanza di altri riscontri, letterari o biografici, la Compiuta (nome, peraltro, usuale nella Firenze del tempo in cui visse) è stata a lungo oggetto d’inattendibili ipotesi spesso di carattere romanzesco.

Si tratta, forse, della prima poetessa italiana: la prima cioè a comporre versi in volgare. Nulla si sa con certezza della sua vita, tranne che visse nell'ambiente toscano della seconda metà del XIII secolo. L'autenticità viene confermata dalla presenza del suo nome fra i sonetti del Torrigiano e per un abbastanza esplicito richiamo ad essa in una lettera di Guittone d'Arezzo. Ebbe un'educazione e una cultura rare in tempi in cui l'analfabetismo era molto diffuso, specialmente tra le donne.

Le Opere

A la stagion che 'l mondo foglia e fiora. Di maniera provenzaleggiante, si lamenta per un amore impossibile (amore che fiorisce nel cuore della poetessa in concerto con la primavera esultante)

Lasciar vorria lo mondo e Dio servire. Emerge il contrasto fra il suo proposito di diventare monaca e quello del padre deciso ad obbligarla ad un matrimonio

Ornato di gran pregio e di valenza.


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